Il nuovo piano regionale della mobilità e della logistica
L'ultimo piano regionale nel settore dei trasporti il PRIT (Piano Regionale Integrato dei Trasporti) risale al 1989. In questi anni lo scenario è profondamente mutato: non solo in termini quantitativi (1/3 in più di mobilità come media delle diverse modalità), ma qualitativi.
È mutato cioè il contesto istituzionale ed economico: dalla realizzazione dello spazio comune europeo (con le evidenti implicazioni non solo in termini di crescita della mobilità degli uomini e delle merci, ma anche in termini di sviluppo della concorrenza fra vettori e operatori della logistica), alla riforma, questa volta sostanziale, del trasporto pubblico locale; dalla riforma delle gestioni portuali, alla deregolamentazione e privatizzazione nel settore del trasporto aereo; dal trasferimento alle regioni di competenze statali significative, a partire da quelle su una parte rilevante di viabilità statale, allo sviluppo della nuova economia e delle reti che la supportano che, nel lungo periodo, avrà sicuramente effetti sul contesto governato dalle politiche della mobilità.
Nel quadro delle innovazioni di cui prendere atto si colloca anche l'evoluzione del ruolo della Regione in relazione ai soggetti pubblici e privati operatori ed utenti del settore. L'area in cui si attuano le politiche, quelle dei trasporti in particolare, è caratterizzata da una pluralità di attori con poteri, ruoli e interessi differenziati e spesso confliggenti. A fronte di tale frammentazione il decennio trascorso ha visto svilupparsi la transizione della Regione da ente di programmazione a ente di governo, e cioè a soggetto che si fa carico del buon funzionamento di tutto il sistema.
Con questo scenario profondamente mutato la Regione ha ritenuto necessario dotarsi di un nuovo strumento di programmazione e gestione del settore: il Piano Regionale della Mobilità e della Logistica (approvato con DCR 63 del 22.6.2004) che costituisce l'atto di programmazione del sistema infrastrutturale e dei servizi di trasporto pubblico ai sensi dell'articolo 13, comma 2, del Piano di Indirizzo Territoriale approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 12 del 25.01.2000.L'efficacia del nuovo Piano Regionale si fonda dunque anche sulla sua capacità di essere uno strumento importante di governance da cui desumere regole ed indirizzi per far sì che un insieme variegato di attori cooperi in vista di obiettivi comuni, dove il cittadino è posto al centro delle politiche dei trasporti in quanto la mobilità rappresenta un elemento importante del "Governo del Territorio" e della qualità della vita.
(a cura della Regione Toscana - Area di Coordinamento Trasporti e Logistica)
